AVERSA – Ha abbandonato una cagnolina di appena tre mesi nel cuore della notte, lasciandola sola in strada. Pochi minuti dopo il piccolo animale è stato investito da un’auto ed è morto nonostante i tentativi disperati dei veterinari di salvarlo. Una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e che riaccende il dibattito sulla crudeltà verso gli animali.
L’episodio è avvenuto intorno alle 3:50 del mattino ad Aversa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un uomo a bordo di una Fiat Punto avrebbe fermato l’auto per poi lasciare la cucciola in strada, allontanandosi immediatamente. Poco dopo, il tragico epilogo: la cagnolina è stata travolta da un altro veicolo.
Determinante il gesto di una donna di passaggio che, accortasi della scena, non ha esitato a soccorrere il piccolo animale trasportandolo d’urgenza in una clinica veterinaria. Le condizioni della cucciola, però, erano gravissime: i medici hanno riscontrato lesioni multiple al bacino e, nonostante ogni tentativo, la cagnolina non ce l’ha fatta.
Immediato l’intervento della Polizia Provinciale di Caserta, coordinata dal comandante Biagio Chiariello. Le indagini, rese difficili dalla scarsa qualità delle immagini di videosorveglianza e dall’orario notturno, hanno comunque permesso agli agenti di risalire al responsabile grazie ad alcuni dettagli sugli indumenti indossati dall’uomo.
Il presunto autore dell’abbandono, dipendente di una ditta del settore igiene urbana, è stato rintracciato sul posto di lavoro. In un primo momento avrebbe tentato di fornire un alibi, poi smentito dagli accertamenti investigativi. Messo di fronte alle prove raccolte, ha infine ammesso le proprie responsabilità.
Nei suoi confronti è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per il reato di abbandono di animali. Alla luce delle recenti modifiche normative, l’uomo rischia pene severe, fino alla reclusione e al ritiro della patente di guida.
Di fronte a episodi simili, l’indignazione è inevitabile. Abbandonare un animale indifeso significa condannarlo a una sofferenza spesso senza via d’uscita. In questa triste vicenda restano però l’esempio e il coraggio della donna che ha soccorso e denunciato quanto accaduto, così come la determinazione degli agenti che, con pazienza e caparbietà, sono riusciti a identificare il responsabile.
Ora la speranza è che la giustizia faccia rapidamente il suo corso e che venga inflitta una pena esemplare, affinché tragedie del genere non si ripetano più.

