Luigi Fidanza. Venerdì 19 giugno si rinnoverà uno degli appuntamenti più sentiti e significativi per la comunità di Castello del Matese: il tradizionale pellegrinaggio a piedi al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso. Un evento che rappresenta molto più di una semplice manifestazione religiosa, essendo una tradizione che si tramanda ininterrottamente da ben 121 anni. Anno dopo anno, generazioni di pellegrini hanno percorso gli antichi sentieri che attraversano il Massiccio del Matese per raggiungere il Santuario mariano di Castelpetroso, in Molise, rinnovando un legame di fede e devozione che affonda le sue radici agli inizi del Novecento. Si tratta di uno dei pellegrinaggi storici riconosciuti dalla Basilica di Castelpetroso e tra i più longevi dell’Italia meridionale. Anche quest’anno i pellegrini di Castello del Matese si metteranno in cammino portando con sé preghiere, speranze, ringraziamenti e ricordi. Per molti sarà un gesto di devozione verso la Madonna Addolorata, per altri un’occasione di riflessione personale o di memoria per i propri cari. Per tutti sarà un’esperienza di comunità, condivisione e sacrificio. C’è sempre da chiedersi quali siano le motivazioni che spingono un numero sempre maggiore di persone a intraprendere uno dei tanti cammini di fede verso i luoghi sacri. Le risposte non sono mai semplici e spesso appartengono alla sfera più intima di ciascun pellegrino. Ognuno porta nel cuore una ragione diversa, una richiesta, una speranza, un ringraziamento o semplicemente il desiderio di mettersi in cammino. Di certo esiste una forza interiore che spinge a superare la fatica, le difficoltà e le lunghe distanze. Il raggiungimento della meta assume un significato che va oltre il semplice arrivo: rappresenta il compimento di un obiettivo personale, il coronamento di un percorso spirituale e umano che ciascuno vive in modo diverso. Molti partecipano al pellegrinaggio come gesto di devozione e ringraziamento verso la Madonna Addolorata. Altri lo affrontano per affidare una preghiera, ricordare una persona cara o chiedere una grazia. Tuttavia, il pellegrinaggio diventa spesso qualcosa di ancora più grande: uno straordinario strumento di solidarietà e condivisione.
Durante il cammino si crea infatti un forte spirito di gruppo. Persone diverse per età, esperienza e condizione sociale si ritrovano unite dalla stessa meta. La fatica condivisa, le soste, le preghiere e i momenti di difficoltà fanno nascere legami autentici. Si impara ad aiutarsi, ad ascoltarsi e a sostenersi reciprocamente. Il pellegrinaggio diventa così un percorso di trasformazione. Si parte come singoli individui e si arriva come una comunità. L’individualismo lascia spazio alla fraternità, il silenzio alla condivisione, la distanza alla vicinanza umana e spirituale. È questo uno dei significati più profondi del pellegrinaggio da Castello del Matese al Santuario dell’Addolorata di Castelpetroso: una tradizione che da 121 anni continua a unire fede, memoria, sacrificio e speranza, mantenendo viva una delle più belle espressioni della religiosità popolare del territorio matesino.

