NAPOLI.«Quanto accaduto oggi all’aeroporto di Capodichino, fortunatamente senza conseguenze per i passeggeri, impone innanzitutto che vengano accertate con precisione la dinamica dell’incidente e le eventuali responsabilità. Sarebbe sbagliato trarre conclusioni prima che ciò avvenga. Ma c’è un dato che non possiamo più ignorare: Capodichino è un’infrastruttura sottoposta a una pressione crescente».Lo afferma Gianpiero Zinzi, deputato e coordinatore regionale della Lega in Campania. «A dirlo – prosegue Zinzi – sono oggi anche i rappresentanti dei lavoratori aeroportuali, che tornano a chiedere di accelerare la costruzione di un vero sistema aeroportuale campano e sull’apertura di Grazzanise. È esattamente ciò che sosteniamo da tempo».«La domanda al presidente Fico, allora, è semplice: quanti altri segnali servono prima di comprendere che Grazzanise non è un problema da rinviare, ma una soluzione da costruire? Nessuno vuole ridimensionare Capodichino, che rappresenta una straordinaria infrastruttura per Napoli e per la Campania. Proprio per tutelarne il futuro, dobbiamo progressivamente alleggerirlo da una pressione che rischia di diventare incompatibile con i suoi limiti strutturali e con la sua collocazione all’interno di un’area densamente urbanizzata». Secondo Zinzi, «Grazzanise significa aumentare la capacità aeroportuale complessiva della Campania, accompagnare la crescita dei flussi turistici, offrire nuove prospettive alla provincia di Caserta e costruire finalmente un sistema integrato con Capodichino e Salerno-Costa d’Amalfi».«Il Governo e il ministro Matteo Salvini – aggiunge – hanno rimesso Grazzanise al centro della programmazione. Dalla Regione non servono altri rinvii, altri “vediamo” o altri giochi delle tre carte sulle competenze. Un presidente di Regione non può limitarsi ad aspettare che qualcuno gli telefoni: deve indicare quale futuro vuole per il proprio territorio».«Fico scelga: può continuare a essere il presidente dei rinvii e dei “non so”, oppure può accompagnare una scelta strategica destinata a incidere sui prossimi decenni. Noi la nostra scelta l’abbiamo fatta: Grazzanise non è il problema, ma una parte della soluzione per il futuro del sistema aeroportuale campano».
MA COSA E’ SUCCESSO OGGI A CAPODICHINO
Il trattorino coinvolto sarebbe stato in uso alla società che si occupa dei servizi di assistenza a terra, per conto di Volotea, e che serve per trainare gli aeromobili dalle piazzole di sosta alla pista di rullaggio per il decollo. Sulla dinamica dell’incidente è stata aperta una indagine interna. Secondo le prime ricostruzioni, a quanto si apprende da Fanpage.it da fonti accreditate, il trattorino “pushback” sarebbe stato ancora attaccato alla ruota dell’aeromobile quando l’aereo avrebbe avviato i motori per iniziare a muoversi. Ne sarebbe seguito l’urto. Ma saranno poi i successivi accertamenti a chiarire cosa sia accaduto e se ci siano delle responsabilità. L’incidente sarebbe avvenuto sulla cosiddetta taxi way, l’area di rullaggio aeromobili. I passeggeri hanno poi dovuto attendere un altro aereo.


