Elèna Italiano/ Baia Latina. Una voce suadente che dà corpo alle parole, mentre sullo sfondo si alternano le corde di un violino, il respiro di un oboe, i tasti di un pianoforte. Immagini, volti, sguardi, emozioni si susseguono, attraversano la sala e raggiungono il cuore di chi ascolta: questo il fil rouge che ha animato la serata di presentazione della silloge di Michele Leone, ieri, in quel di Baia Latina. Quando una poesia smette di essere inchiostro nero su carta bianca, ma torna ad essere un volto, uno sguardo, un luogo; quando torna ad avere un suono, un profumo, una voce, torna, in qualche modo, a vivere. Con il calore della presenza, con il respiro della parola. Diviene storia. Storia condivisa. Emozione che viaggia e che si imprime nel ricordo. È stata una serata nella quale i versi si sono librati dalle pagine per viaggiare e incontrare orecchie predisposte ad accogliere tali gemme preziose. A raccontarci le emozioni dell’evento di presentazione della silloge è lo stesso Michele Leone: “È stata una serata rievocativa delle emozioni che hanno dato origine alle mie poesie. La declamazione dei versi” – ci confida l’autore – “mi ha fatto rivivere quei particolari momenti che sono stati la loro fonte originaria”. E così le parole hanno ritrovato la loro dimensione più autentica attraverso la voce di Alberto Ruggiero. I suoni, i volti, gli sguardi, i luoghi hanno ripreso vita attraverso una voce morbida e calda, dalla timbrica vellutata e armoniosa, capace di avvolgere e quasi ipnotizzare chi ascolta, trasformando la lettura in un viaggio dentro la memoria dell’autore. Un viaggio fatto anche di musica: quella del violino di Antonia, figlia di Michele Leone, che ha eseguito La stanza, una composizione dello stesso autore. Le sue note hanno accompagnato le immagini della poesia omonima, creando un ponte delicatissimo tra parola e suono, tra ciò che è stato scritto e ciò che può ancora essere sentito. Leone ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a Marcella Boccia, autrice della prefazione e organizzatrice dell’evento, per aver contribuito alla realizzazione di una serata nella quale la poesia è riuscita a incontrare il pubblico nella sua forma più viva e partecipata. Ad impreziosire ulteriormente l’appuntamento è stata la presenza del grande oboista di fama internazionale Fabio D’Onofrio, che ha regalato alla serata un ulteriore momento di intensità musicale. Lo stesso Michele Leone, filosofo, poeta e maestro di pianoforte, ha avuto il piacere di accompagnarlo al pianoforte. Una serata intensa, lirica, intrisa di musicalità e poesia, nella quale la parola ha incontrato la musica e il ricordo ha trovato il modo di tornare presente. Una serata in cui le emozioni hanno avuto una voce, un suono, una forma e, soprattutto, la possibilità di essere condivise.
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