Carissimi lettori, questa pagina del Vangelo di oggi, non deve risuonare ai nostri orecchi in modo superficiale, ma deve penetrare nella profondità dei nostri cuori.
Come ha fatto il primo figlio che pentitosi andò a lavorare nella vigna di suo padre.
Ricordiamo che l’importante non è il dire ma il fare.
Ricordiamo sempre come dice Gesù:” Non chi dice Signore, Signore entrerà nel Regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”.
Ricordiamo che le nostre preghiere spesso rischiano di essere dei si, come quella del figlio interpellato per secondo che disse di si e che poi non andò a lavorare nella vigna del padre.
Chiediamoci a che cosa serve dire sì e poi non metterlo in pratica.
Il messaggio che Gesù rivolge ai principi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, oggi lo rivolge anche a noi.
Cioè anche a noi vuole ricordare che il Vangelo non deve essere un’abitudine, non deve essere un privilegio acquisito.
Anche a noi Gesù dice di non dimenticare che la verità che salva è nei gesti e non nelle parole e nemmeno nell’anagrafe parrocchiale.
Teniamo presente che tutto il Vangelo è percorso da questa assillante verità: metterci in guardia dal formalismo.
Dobbiamo quindi conformarci concretamente a Cristo, perché nel giudizio universale non saremo valutati per le cose che abbiamo dette, ma per quello che abbiamo fatto.
E per questo pensiamo che la vita di ogni giorno è la vigna nella quale il Signore ci chiama a lavorare nella testimonianza evangelica.
E pensiamo che in chiesa, alla mensa della Parola e del Pane di vita, il Signore ci illumina sulla strada da percorrere e ci dà la forza per compiere questo cammino, con coraggio e con i suoi stessi sentimenti.
Buona e Santa Domenica!🙏
Don Antonio


