Carissimi lettori, oggi la Parola di Dio, ci invita a costruire una comunità parrocchiale viva, sulla pietra che i costruttori hanno scartato, ma che è diventata testata d’angolo e questa pietra viva è Cristo. E non si può costruire una comunità viva, se non prendiamo coscienza che tutti noi, in quanto figli di Dio, fratelli, discepoli e testimoni di Cristo è affidato un compito originale, un compito insostituibile, un compito indelegabile . Si tratta del compito dell’ evangelizzazione. È questa la vigna che il Signore ci affida per coltivarla e per fare in modo che essa dia frutti. Gesù con questa Parabola vuole farci capire che la vigna affidata al popolo d’Israele sarà loro tolta perché non hanno accettato i servi dei padroni, cioè non hanno accettato i profeti e nemmeno il Figlio, cioè Gesù che essi hanno ucciso, appendendolo al legno della croce. Nel disegno di Dio, teniamo presente che la storia del popolo d’Israele non è altro che lo specchio della nostra storia e della storia di sempre. Per questo gli accorati e severi rimproveri del profeta Isaia, che abbiamo ascoltato nella Prima Lettura sono anche per noi. Rendiamoci conto che il rifiuto di Dio e della sua legge e il trionfo dei nostri piccoli e grandi egoismi sono alla radice di tanti mali che affliggono la nostra società. Non dimentichiamo mai che la salvezza, come ci istruisce la Parola di Dio di oggi, non appartiene a chi non produce frutti di giustizia e di rettitudine, non dimenticando mai che non è sufficiente essere nati all’ interno della vigna, perché il Regno di Dio è dato a coloro che sanno produrre frutti di bontà nella vigna del Signore. Buona e Santa Domenica!
Don Antonio


