Carissimi lettori, la liturgia della Parola di oggi ci invita ad essere”coerenti con il Vangelo”. Ci invita a non far mancare nella nostra vita, l’impegno a prendere coscienza della nostra vocazione, nella comunità socio- politica, come viene evidenziato nel Vangelo di oggi, dove vediamo Gesù provocato da un gruppo di farisei e di erodiani, con una domanda – trabocchetto :”È lecito o no, pagare il tributo a Cesare?. Gli Ebrei avevano i romani in casa che facevano da padroni sul loro territorio, ormai parte integrante dell’ impero. Si attendeva il Messia, il liberatore dal giogo straniero. E in questa ottica si chiedevano non solo se dovessero pagare o no le tasse agli invasori, addirittura erano sicuri della sincerità di Gesù. E così lo provocarono su un terreno minato e Gesù sgombro’ il terreno dalle utopie, perché il suo insegnamento è sempre radicato nella storia e nella realtà. E la realtà di quei tempi era evidente: i romani erano i padroni e governavano, tanto è vero che le monete correnti portavano l’effige dell’ imperatore. Gesù si fece portare una moneta e con essa rispose:”L’immagine e l’iscrizione sono di Cesare?”. E allora “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Nessuno può essere padrone di altri. Nessuno può soggiogare gli altri. Nessuno è padrone della vita dell’ altro. Si tratta di fare emergere più chiara quell’ impronta di Dio che è scolpita nel profondo di ogni essere umano. Come discepoli di Gesù dobbiamo operare perché in ognuno di noi possa risplendere quell’ immagine di Dio che è impressa nel nostro cuore. Buona e Santa Domenica a tutti.
Don Antonio


