Matera. Restituire centralità ai territori, contrastare il progressivo calo della popolazione e creare nuove opportunità di crescita. Sono queste le priorità emerse a Matera nel corso della tavola rotonda dedicata allo spopolamento e al futuro delle aree interne, temi cruciali per lo sviluppo dell’intero Mezzogiorno.L’incontro si è svolto all’Auditorium Gervasio nell’ambito del convegno “Sud e Mediterraneo: dialogo necessario”, promosso dal Circolo La Scaletta insieme alla Federazione delle Associazioni Civiche del Sud. La sessione pomeridiana ha posto l’accento sulle criticità demografiche ed economiche che interessano numerose comunità, richiamando l’attenzione sulla necessità di costruire risposte efficaci e durature.Il confronto ha messo al centro il rapporto tra tutela delle aree interne, sviluppo locale e capacità dei territori di offrire nuove prospettive ai cittadini. Una sfida che richiede visione strategica, collaborazione tra istituzioni e realtà civiche e una valorizzazione più incisiva delle risorse presenti nelle comunità.Nel dibattito è emersa, dunque, l’esigenza di superare un approccio limitato all’analisi dei problemi, puntando sulla definizione di strategie condivise e sulla trasformazione delle proposte in interventi concreti. “Un percorso nel quale le aree interne possono assumere un ruolo fondamentale- ha detto Antonio De Pandis, Presidente della Federazione delle Associazioni Civiche del Sud- diventando parte attiva di un progetto più ampio di rilancio del Mezzogiorno”.
“Per tutte le regioni del Sud, contrastare lo spopolamento – ha detto Angelo Milo, componente del direttivo della Federazione delle Associazioni Civiche del Sud – significa affrontare una questione che va oltre la semplice riduzione dei residenti: significa preservare la vitalità dei centri abitati, sostenere le possibilità di crescita e creare condizioni favorevoli per il futuro dei territori”.L’iniziativa ha inoltre offerto l’occasione per riflettere sul ruolo delle regioni del sud verso una macroregione euromediterranea, in una prospettiva che collega le sfide locali a quelle più ampie dello sviluppo e della cooperazione.La posta in gioco è costruire un modello di crescita più equilibrato, capace di valorizzare le peculiarità dei territori e di restituire prospettive alle comunità maggiormente esposte al declino demografico. Un obiettivo che richiede continuità nell’azione e una collaborazione concreta tra tutti i soggetti coinvolti.

