RAVISCANINA. Mancano ormai pochi giorni all’attesissimo Palio Celestino V 2025, una manifestazione che quest’anno assume un significato speciale: ricorre infatti il ventennale di un evento che ha contribuito in modo decisivo a riscrivere la storia e l’identità di un territorio.
Tutto ebbe inizio grazie agli studi dello storico Domenico Caiazza, i cui volumi hanno dimostrato scientificamente come Pietro Angelerio, divenuto Papa Celestino V, sia nato proprio nel Castrum Sancti Angeli di Ravecanina. Una tesi autorevole, accolta e approfondita anche da altri storici di spicco come Elpidio Valeri, Giuseppe Grossi, Giancaterino Gualtieri, Fabio Maiorano, e molti altri ancora, tutti concordi nel ritenere la Bolla di Canonizzazione il “certificato di nascita” più affidabile su cui poggiare l’origine del pontefice del “Gran rifiuto”.
A sostegno di questa posizione, è stata indirizzata persino una lettera accorata a Papa Leone IV, chiamato a rispondere su un interrogativo tanto semplice quanto cruciale: può davvero essere modificata, nel tempo, una Bolla apostolica redatta da un notaio della Santa Sede, firmata da un Papa e basata su un processo canonico?
Ma torniamo all’evento. Il programma del Palio 2025 si preannuncia ricco e suggestivo. Tra gli appuntamenti più attesi, il grande corteo storico di Sessa Aurunca e la nuova inaugurazione della Casa Museo Celestino V, che ospiterà una preziosa statuina in terracotta donata dall’Associazione Celestiniana di Sulmona. Un gesto simbolico che rafforza il legame tra l’Abruzzo e Raviscanina, con un chiaro richiamo al Fuoco del Morrone e alla Perdonanza Celestiniana, momenti centrali della liturgia celestiniana.
Altro momento toccante sarà la scopertura della targa di riconoscimento, con cui la comunità sulmonese — dove Celestino visse per cinquant’anni da eremita — riconosce ufficialmente Raviscanina come luogo più accreditato alla sua nascita.
Il clou dell’evento? Senza dubbio la rievocazione dell’incoronazione di Celestino V, un’opera teatrale di grande impatto che vedrà la partecipazione di attori del calibro di Ciro Ruoppo (noto per “Benvenuti al Sud”), Mario Arienzo e Peppe Miccio.
Nonostante le limitate risorse economiche e l’assenza di sostegno da parte delle istituzioni locali, che continuano a concentrare l’attenzione su altre zone del Matese, la Pro Loco Rupecanina ha dimostrato ancora una volta grande determinazione e passione nel portare avanti una tradizione che merita un futuro duraturo.
Appuntamento, dunque, a Raviscanina nel prossimo week-end, per vivere un evento che unisce cultura, spiritualità e memoria storica in un intreccio unico e coinvolgente.

