Carissimi lettori, nella parabola del Vangelo di oggi, il padrone incomincia dagli ultimi, quelli assunti alle cinque del pomeriggio. E cominciano le mormorazioni, le contestazioni alle quali il padrone risponde seccamente:” Amico, non ti faccio torto, non avevamo concordato la paga di un denaro? Prendi il tuo e vattene. E se voglio dare all’ ultimo, quanto ho dato a te, non posso fare delle mie cose, quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così fa anche Dio con quelli che si convertono, anche se si convertono all’ ultimo momento. Dio, con questa decisione ci vuole additare la strada da seguire. Quella della scelta degli ultimi, che sono quelli che chiedono alla Chiesa con serietà. E chiedono l’accoglienza, la vicinanza e l’ apertura. Come vediamo, ci troviamo di fronte ad una nuova scala di valori. La scelta degli ultimi. Dio con questa decisione ci vuole ricordare che tutto in lui è dono. Ci vuole ricordare che non ci sono degli aventi diritto al Regno. Non ci sono degli esclusi in partenza.Infatti abbiamo tanti esempi di persone che hanno cambiato vita. Da una vita peccaminosa e senza Dio si sono convertiti e sono passati ad una vita vissuta nella Grazia e sono diventati Santi. Le famose fasce orarie della Parabola ci aprono un altro spiraglio di riflessione. Gli operai della prima ora, siamo noi cristiani battezzati, cioè convocati nella Chiesa appena veniamo al mondo, per lavorare nella vigna del Signore. Ma come possiamo lavorare nella vigna del Signore, se non ci comportiamo da cittadini degni del Vangelo, come dice San Paolo nella seconda lettura. Possiamo essere degni cittadini del Vangelo solo se diamo l’esempio con una condotta rispettosa nei confronti dei singoli e della comunità, nel rispetto delle leggi e della persona. Buona Domenica a tutti.
Don Antonio
