Dott.ssa Renata Serio, Dott. Giuseppe Guglielmo Leggiero !Un buon 30% della popolazione giovanile soprattutto maschile, quella di questa riflessione, in età vitale e produttiva 25-35 anni è afflitta da un’ombra oscura che attanaglia la loro esistenza. La realtà attuale fatta di complesse dinamiche oggettuali, sociali, scolorata da relazioni veloci e facilmente mendaci con precarietà sentimentale ha smaterializzato stati psichici interiori a forte valenza ansiosa e depressiva.Dai resoconti delle consulenze di psicologia attuali, l’aiuto sempre più richiesto e in modo sempre più pressante è quello della formula algoritmica per superare le condizioni di disagio invasivo della interiorità che ha riflessi negativi nell’animo e nella relazione con la propria esistenza, che, tradotto significa, “Angoscia” nella vita di tutti i giorni, tristezza persistente dall’alba al tramonto, un magone che non tradisce e che non li lascia. L’analisi psicologica, qui riportata facente riferimento per ora soprattutto al genere maschile, suggerisce che ci troviamo di fronte ad una crisi profonda dell’identità individuale, all’interno di un mondo che ha perso coerenza, logicità, profondità e punti di riferimento sociali ed emotivo-relazionali stabili, che danno garanzie per il futuro e fanno sentire il legame tra sé e la realtà del vivere una vita. Una vita che ancora non possono aggettivare possessivamente come propria. La propria vita nei casi più gravi, in sintesi, è l’esternazione asettica di una mancanza di Desiderio, di Libido.
Il disegno narrante del disagio riportato, in seduta, ha radici psichiche intime e profonde. Esprimono un conflitto interiore devastante nato da rapporti familiari, freddi e impersonali soprattutto con la figura paterna, e qui stiamo parlando di figli maschi, descritto come “inefficace nel sostegno e accompagnamento alla crescita”, “incapace come modello-guida nei percorsi della ricerca di spazzi di crescita sociali validi per la costruzione del futuro” e di “scadente esempio nel modo di vivere e nelle scelte socio-politiche-culturali”. Padre che corregge queste sue inettitudini mentali e deficienze relazionali con un rapporto autoritario, oppressivo, che inquina fino a ferire e a creare veri e propri traumi emotivi e di unione simbolica con la figura del padre con tutto ciò che ne consegue.Dominato da queste tensioni “l’Io in preparazione del futuro giovane in crescita” si struttura e si percepisce inadeguato, colpevole e impotente, schiacciato da un’autorità molto alta e forte fino alla prepotenza che non riesce né a sfidare né ad accettare. Tale ambiente emotivo ha come conseguenza la formazione di una personalità caratterizzata dall’ Ansia da giudizio, sentimento di colpa cronico, perdita di autostima, difficoltà a costruire una propria identità autonoma e garante del Sè.
Queste mentallizzazioni, sono sufficienti a rendere l’individuo incapace di trovare un senso solido alla propria esistenza. Il soggetto sente di frammentarsi, avverte vivamente in sè una dissoluzione dell’unità dell’Io e di essere in balia di infinite possibilità e punti di vista, ma privo di una direzione morale o esistenziale certa, L’ Angoscia frutto di tutto questo stato d’essere e di percepirsi imbriglia questo individuo parziale ad un “Relativismo Etico”, ad una “Alienazione dalla realtà e dal ruolo sociale”, spingendolo in modo difensivo ad aderire in modo acritico, senza sforzo o rimorso ad un pensiero astratto come rifugio dall’impegno concreto.
Nel confrontarsi con la realtà del sistema sociale e comunitario il disagio si sposta sul piano della relazione collettiva dalla quale questo individuo parcellizzato e disunito ha già posto in essere tentativi di ritiro per paura dell’impegno e della dipendenza affettiva. Le difficoltà di personalità e la blanda e misera essenza gli fanno trasformare e falsamente apprezzare una solitudine che viene mascherata ed elevata a libertà e singolarità.Una tristezza che porta con se solo relazioni tanto fluide quanto poco nutrienti sul piano dei sentimenti gli fa elicitare un desiderio di connessione che coesiste con il terrore del consenso dei Like e la ricerca timorosa di un sentimento di intimità. Tutto l’esistere diventa una recita una farsa totale, gradita ai social e alle piazze virtuali. Si conferma che il nostro giovane di oggi vive sommerso e senza respiro vitale in una società liquida dove le relazioni sono instabili, precarie e consumabili, dominate dall’ansia dell’abbandono e del rifiuto. L’amore diventa fragile, e così anche l’identità che si fonda su esso.
L’amore recitato dall’arte e dalla poesia è un’invenzione del Poeta.Volendo tentare una sintesi organica e coerente, utile a definire cosa è diventata la “Persona” la “Personalita” nella età della giovinezza del tempo attuale, facendolo unendo le dimensioni estrapolate da questi derivati esistenziali rintracciati nelle dolorose verbalizzazioni riportate nelle sedute di consulenza psicologica, otteniamo una condizione giovanile caratterizzata da una “Identità Fluida ed Alienata”:
– Sul piano psichico, l’individuo sperimenta un senso di inadeguatezza strutturale, una fragilità della propria identità e un senso pervasivo di colpa e fallimento relazionale;
- Sul piano cognitivo, l’uomo moderno riflette troppo, analizza tutto, ma agisce poco, perdendo il legame tra pensiero e vita;
- Sul piano sociale e affettivo, è vittima di legami liquidi, costantemente instabili e segnati dalla paura della fusione o dell’abbandono.
Questa condizione genera:
- una perdita di coerenza interna (identità sfaldata),
- una mancanza di legami sicuri (solitudine relazionale),
- e una crisi di senso (vuoto esistenziale).
L’uomo contemporaneo è dunque all’angolo, un essere intimamente diviso, incapace di riconoscere e sostenere una esposizione coerente di sé. Solo e separato da sé nel profondo anche quando è connesso. E’ ansioso di un amore che non sa più trovare, scegliere e vivere pienamente. Il disagio umano non è solo psicologico o sociale, ma è ontologico: riguarda la difficoltà stessa di “essere” in un mondo melmoso che ha perso profondità e forma. Un mondo limaccioso che fa sprofondare e in questo affondare corrode ogni possibile volontà di acquisire una forma.

