Emiddio Bianchi. Alife. Centinaia sono stati i commenti in seguito all’articolo nel quale abbiamo messo in evidenza dell’incredibile degrado che supera persino le favelas brasiliane, nel quale vive nell’immondizia una famiglia di Alife. Al di là della privacy che ci costringe a non mostrare la casa dove vivono alcune persone, ma che girano nonostante tutto su internet e che piedimontesi e alifani conoscono quasi tutti, circondata da sacchi di spazzatura dove i grandi topi (le zoccole) fanno scorpacciate di schifezze, alcuni lettori mettono in evidenza che potrebbe esserci un allarme sanitario da non sottovalutare se non vengono presi provvedimenti. È ovvio che chi rischia maggiormente sono le “accumulatrici seriali” che vivono in quell’orrido posto. Quello che tutti gli automobilisti possono vedere, solo rallentando un pochino, non è rappresentato dalla foto di repertorio che è in evidenza, perché è la minima parte dei sacchi di rifiuti che circondano porta e finestre della loro abitazione, dove si può accedere soltanto facendo zigzag fra cumuli di immondizia. Ma come mai sono stati accumulati davanti la loro casa, anziché essere smaltiti in una vera e propria discarica? E come mai i sacchi dell’immondizia non vengono messi fuori della proprietà privata per essere rimossi dagli operai che sono addetti alla rimozione? A questo potrebbero rispondere soltanto le abitanti della “casa nell’immondizia”, al cui confronto quelli della “casa nel bosco” di Palmoli vivono in un hotel a cinque stelle. Alcuni clienti di un supermercato della zona ci hanno segnalato che una delle abitanti della casa alifana, quasi quotidianamente, non vista, va a raccogliere l’immondizia del grande negozio, destinata al camion dei rifiuti. Dà prima un’occhiata, poi riempie la sua macchina e se la porta via, sostituendosi persino al lavoro dei netturbini. Quell’immondizia che avrebbero dovuto rimuovere gli spazzini non finirà alla discarica ma nella proprietà privata. È giusto? Per un senso di decoro e soprattutto sanitario, crediamo che la storia rasenti una assurdità che andrebbe messa in chiaro. Abbiamo chiesto notizie a chi vive nei paraggi. Ci hanno garantito che più volte sono state viste delle persone inviate dal Comune di Alife che invano hanno tentato di dissuadere le accumulatrici seriali dal loro insolito e degradante modo di vivere. Noi ci facciamo una domanda: se nei pressi della “casa nell”immondizia” era adiacente la villa di un pezzo “grosso”, la cosa sarebbe andata avanti da molti anni in questo modo? Altro che privacy, dove ognuno fa quello che gli pare nel proprio terreno.
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