Dalla Redazione. Il prof. Raffaele Santoro, docente di Diritto ecclesiastico e canonico presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli ha pubblicato un nuovo libro dal titolo “Spirito libero. Ordinamento penitenziario e libertà religiosa” (Merita Edizioni, Torino, pp. 201).
Il Volume, pubblicato nella Collana scientifica “Riflettori – Itinerari di diritto, religioni e culture” diretta dal prof. Antonio Fuccillo, affronta il complesso rapporto tra religioni, culture e ordinamento penitenziario.
In merito, il prof. Santoro, evidenzia che “Il pluralismo confessionale strutturale della popolazione carceraria alimenta molteplici esigenze di tutela connesse a scelte individuali che, oltre l’alveo degli atti di culto, si traducono nel diritto di alimentarsi, istruirsi, vestirsi, esporre simboli ed essere curati in modo conforme alle proprie convinzioni religiose. Ciò sollecita la definizione di best practices in grado di garantire la più ampia tutela del diritto di libertà religiosa in un costante bilanciamento con le esigenze di ordine e sicurezza proprie degli istituti penitenziari. In questa peculiare “comunità separata”, le dinamiche di protezione di tale diritto fondamentale condizionano anche l’adempimento del dovere costituzionale di predisporre un trattamento penitenziario conforme al senso di umanità e tendente alla rieducazione del condannato”.
In questa prospettiva, il Volume tra i molteplici temi esamina anche il regime giuridico della libertà religiosa nell’ordinamento penitenziario tra riforma incompiuta e tutela della dignità umana, l’esposizione dei simboli religiosi, l’alimentazione differenziata, gli interventi dei legislatori regionali e il ruolo dei Garanti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, nonché il sistema di assistenza spirituale tra esigenze di culto e dinamiche di risocializzazione.
Anche la persona detenuta, infatti, continua a conservare la titolarità dei diritti inviolabili, compreso il diritto alla salvaguardia del patrimonio culturale di cui è portatore ogni uomo nella sua specialità, la cui tutela trova fondamento nell’art. 19 Cost., data la presenza del suo principale deposito proprio nel vincolo di appartenenza confessionale.

