CASERTA. Chiariamo subito una cosa: chiedere la grazia non significa mettere in discussione lo Stato di diritto o le sentenze dei giudici. La grazia è uno strumento previsto dalla nostra Costituzione. Esiste proprio perché, accanto alla giustizia, uno Stato sa riconoscere anche i valori dell’umanità e della misericordia (valori peraltro cristiani). Lo dimostra il fatto che, sulla vicenda Roggero, il ministro della Giustizia ha avviato le valutazioni di competenza previste dall’ordinamento, nel pieno rispetto del ruolo e delle prerogative del Presidente della Repubblica. Mario Roggero non è un criminale abituale. È un uomo di 72 anni che, dopo una vita di lavoro, ha visto la propria esistenza travolta da una rapina violenta e da una tragedia che ha segnato per sempre la moglie, la figlia e tutte le persone coinvolte.Si può discutere della sentenza. Si può essere favorevoli o contrari alla grazia.
Quello che non accetto è che si trasformi una posizione legittima in una lezione di moralità. Uno sport, quello di distribuire patenti di moralità che, peraltro, il PD e la sinistra praticano costantemente nei confronti degli altri. Soprattutto dei loro avversari, salvo poi far finta di nulla, quando la moralità viene sistematicamente calpestata dai loro amici e compagni di partito, com’è avvenuto sulla scandalosa vicenda del Comune di Caserta, dove stiamo ancora aspettando le scuse ai casertani. Per quanto mi riguarda, io continuerò a stare dalla parte delle vittime dei reati e di chi ogni giorno apre la propria attività con sacrificio e onestà, chiedendo semplicemente che lo Stato sappia coniugare giustizia, umanità e buon senso. Legittimo pensarla diversamente, ma ricevere lezioni di moralità, soprattutto da chi la dispensa a corrente alternata, anche no.

