Di Genesio TORTOLANO |Sessa Aurunca. Sono trascorsi pochi giorni dallo sconcertante epilogo della scomparsa del calcio a Sessa Aurunca. La città attonita ha assistito alla scempio che si è materializzato. Un popolo, quello tatuato di gialloblù che si è incarnato, identificato e grazie alle gesta degli alfieri in casacca gialloblù, ha sofferto, gioito e pianto per questi magnifici colori quelli della propria Regina, ossia la Sessana che ha saputo scrivere pagine indelebili del panorama regionale e nazionale, in un passato, sia recente che un poco più datato. Il suo fascino è rimasto inalterato, nonostante l’incedere del tempo e di qualche ruga dettata incedere dell’età. Una ferita lacerante che continua a bruciare e sanguinare, uno schiaffo in pieno viso per la storia, oltre alla cultura di una città dai natali antichissimi e illustri. Dopo la desolante retrocessione nel campionato di promozione, quest’anno si è arrivati al culmine con il fallimento del club che compirà tristemente 111anni, senza poter vedere rotolare il pallone e assaporare l’inebriante profumo dell’erba nell’irreale silenzio di uno stadio desolatamente vuoto. La Regina è caduta agli inferi, ma certamente saprà risorgere dalla proprie ceneri come la celeberrima araba felice. La lunghissima storia d’amore dei tifosi gialloblù con la propria amatissima Sessana non si spegnerà mai, ricordando tutti i calciatori che hanno indossato questa maglia, difendendola ed onorandola, sia sul rettangolo di gioco che fuori dal perimetro dello stesso. Infine voglio ricordare con affetto i dirigenti, calciatori e tifosi che sono scomparsi, quest’ultimi guardandoci da lassù pensando alla loro amata Sessana in questo momento saranno certamente più tristi.

