CASERTA. Imposta di soggiorno, ignorate dal Comune le richieste degli albergatori. E’ stato confermato infatti dai commissari straordinari l’aumento della tassa a partire dal primo settembre. E ciò nonostante le criticità e i danni economici che questa scelta comporterà per l’intera categoria. ‘Come Federalberghi Caserta – spiega il presidente Sebastiano Simone – avevamo chiesto per tempo un incontro ai Commissari sull’aumento della tassa di soggiorno. Tra rinvii e la mancata partecipazione di altre associazioni di categoria, quell’incontro non si è mai tenuto: siamo arrivati ad agosto, il mese in cui — per ovvie ragioni — sedersi attorno a un tavolo è di fatto impossibile. Il risultato è che l’aumento scatterà dal primo settembre e noi operatori dovremo subirlo senza aver mai avuto la possibilità di un confronto reale. Beninteso, non eravamo, e non siamo, contrari all’aumento in sé. Siamo contrari alla tempistica con la quale questo aumento viene introdotto. Applicarlo dal primo settembre significa infatti scaricare sugli albergatori un lavoro enorme e dei costi concreti: dobbiamo comunicare la rettifica a centinaia di ospiti che hanno già prenotato, dobbiamo aggiornare i contratti con agenzie e tour operator sottoscritti a inizio anno per i tour di serie. E allora la domanda è semplice: chi sosterrà la differenza di costo?’. Poi l’appello a controlli a tappeto sul territorio per scongiurare che l’incremento si riversi esclusivamente sulle strutture in regola: ‘A questo punto – aggiunge Simone – ci aspettiamo controlli finalmente rigorosi, perché le strutture serie, l’imposta di soggiorno la incassano e la versano regolarmente, fino all’ultimo centesimo. Ci chiediamo invece quanti B&B introitino quella tassa, spesso in nero, e non la riversino affatto nelle casse comunali. Se così fosse, i conti fatti dall’amministrazione si reggerebbero in realtà quasi esclusivamente sugli aumenti a carico delle strutture alberghiere, e in particolare dei quattro stelle della città: sempre i soliti a pagare, mentre chi elude resta nell’ombra. Aumentare l’aliquota senza prima garantire che tutti versino il dovuto, significa premiare chi non è in regola e penalizzare chi lo è’. Il presidente di Federalberghi tiene a sottolineare anche che ‘i maggiori introiti che derivano da questa tassa non restano integralmente al Comune, perché sono a loro volta soggetti a tassazione. Le previsioni di bilancio andrebbero fatte tenendo conto di questo, e soprattutto tenendo conto del lavoro e dei costi che ogni aumento comporta per chi la tassa la applica e la versa davvero. I Commissari hanno ben chiara la contezza degli introiti che la city tax può garantire al bilancio. Mi chiedo se abbiano altrettanta contezza del lavoro che c’è dietro per avvisare tutti gli ospiti già prenotati, o se proprio l’interesse per quegli introiti li porti a non considerare le richieste, legittime, di chi questo settore lo fa vivere ogni giorno. Chiedere una gestione più ragionevole dei tempi, e controlli uguali per tutti, non è ostruzionismo: è buon senso, ed è nell’interesse dell’immagine stessa della nostra città verso chi la sceglie come destinazione’. Infine un riferimento alle condizioni di degrado in cui versa la città, complici i parcheggi chiusi, le strade dissestate, l’assenza di decoro urbano: ‘Continuiamo a non registrare investimenti concreti nella città – conclude Simone – soprattutto per ciò che concerne i servizi turistici. Alla luce di tutto ciò, chiedere l’aumento dell’imposta ai nostri clienti appare ancora più parossistico’.

