Lorenzo Applauso|Una storia che sembra nata dalla fantasia delicata di una giovane scrittrice, e che invece affonda le radici nella realtà più autentica. Amore, immaginazione, sacrificio e sogni che, contro ogni previsione, trovano il modo di compiersi. È questo il cuore del primo lavoro letterario di Consuelo Mirto, frutto di una ricerca intensa e appassionata, già presentato al pubblico in un volume edito da “Another Coffee Stories”.
Tutto comincia in un piccolo centro del casertano, Castel Campagnano, dove il 27 dicembre 1928 nasce Giuseppe Perfetto. Un uomo apparentemente destinato a vivere e morire nello stesso angolo di mondo, ma capace, con la sola forza delle idee e della passione, di superare i confini imposti dalla sua terra.
Le pagine de Il cinema Perfetto raccontano proprio questo: la costruzione di un sogno. In un’Italia del dopoguerra che prova a rialzarsi, Giuseppe dà vita a qualcosa di straordinario per il suo tempo: un cinema nel cuore del paese. Non solo un luogo di intrattenimento, ma un punto di incontro, di crescita, di meraviglia.
È la storia della sua determinazione, delle difficoltà affrontate, delle conquiste ottenute con sacrificio. Ma è anche una storia profondamente umana, fatta di amore intenso e di un dolore che lascia un segno indelebile.
Eppure, ciò che rende questo racconto ancora più sorprendente è il filo invisibile che lega le vite. Perché quel piccolo cinema diventa il luogo in cui un giovane ragazzo scopre la sua vocazione. Tra quelle sedie, negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, nasce una passione destinata a crescere fino a varcare oceani e approdare a Hollywood, dove lavorerà accanto a uno dei più grandi registi di tutti i tempi.
A ricostruire questa incredibile vicenda è la nipote di Giuseppe, che si ritrova tra le mani un’eredità sconosciuta. Spinta dall’amore per il nonno, intraprende un viaggio nel passato, raccogliendo indizi, testimonianze, frammenti di vita. Come in una moderna fiaba, segue le tracce lasciate da chi l’ha preceduta, fino a ricomporre un mosaico fatto di coincidenze che, pagina dopo pagina, smettono di apparire tali.
Una telefonata apre le porte di questo viaggio nel tempo. E sarà proprio quel ragazzo, ormai uomo, a rivelarle che una parte del lascito di Giuseppe vive ancora oggi nella Collezione Scorsese al MoMA di New York, testimoniando quanto lontano possano arrivare i sogni nati in un piccolo paese.
Solo nell’epilogo si svela l’ultimo dettaglio: la narratrice e la custode di questa storia sono la stessa persona. È lei, oggi, a preservare il tesoro del nonno — fatto di locandine, ricordi e di una vecchia macchina da proiezione — simbolo concreto di un’eredità che continua a vivere.Un racconto che attraversa quasi un secolo e che dimostra come, a volte, ciò che chiamiamo coincidenza non sia altro che il disegno silenzioso di una storia già scritta, pronta solo ad essere raccontata. (Nella foto della homepage la scrittrice Consuelo Mirto).

